Il cervello umano è, e rimarrà probabilmente ancora per qualche tempo, uno dei maggiori misteri che l’umanità si sia mai trovata a studiare.
Come si potrebbero sfruttare al meglio le sue potenzialità, per riuscire magari a ottenere dei significativi vantaggi nella vita di tutti i giorni?
Una delle migliori qualità del nostro cervello è la grande memoria. Può capitare qualche volta di sentirsi smemorati, è lecito, però spesso questo difetto potrebbe diventare problematico quando si parla di affrontare problemi nella vita di tutti i giorni. Soprattutto è importante ricordare che essere smemorati non vuol dire per forza avere un cervello debole che non riesce a ricordare le cose. Spesso la colpa è nostra, che non riusciamo a sfruttare al meglio le nostre potenzialità.
Proprio per questo motivo sono state studiate svariate e funzionali tecniche di memoria, per riuscire, con un po’ di allenamento, a ricordare tante cose senza alcun tipo di problema.
Una delle tecniche di memoria più conosciute, adatta per cominciare, è il “Link Method”.
Partirei con il dire che questo metodo è adatto più che altro quando l’intendo è quello di memorizzare degli elenchi, come per esempio il codice di una targa, un gruppo di nomi, o anche una serie di numeri telefonici. È importante ricordare come le tecniche di memoria vadano utilizzate solo quando vi è una stretta necessità; in altri casi risulterebbe inutile imparare a memoria dei concetti senza averli realmente compresi; questo, oltre a essere controproducente, potrebbe portarci durante un’esposizione orale a ripetere “a pappagallo” le nozioni apprese.
Ma in che cosa consiste questo “Link Method”?
Il Link Method consiste nell’associare i concetti che intendiamo ricordare a delle immagini. Queste immagini andranno poi ordinate nel modo che riteniamo più opportuno, al fine di costruire una vera e propria “storia”. Ricordando la storia, ricorderemo le immagini che la compongono, e quindi anche le parole a cui quelle immagini sono collegate per il significato che abbiamo deciso di attribuirgli.
Quando utilizziamo il Link Method, per fare un lavoro efficace dobbiamo cercare di rispettare la regola del P.A.V.
L’acronimo P.A.V. sta per: “Paradosso, azione, vivido”. Queste sono tre indicazioni che dobbiamo seguire quando cerchiamo di ricordare un insieme di cose utilizzando il Link Method.
Innanzitutto, “paradosso” perché la nostra storia deve essere paradossale. Non deve essere affatto scontata o prevedibile, anzi più assurda sarà e meglio ci ricorderemo i concetti: la nostra mente tende infatti a cancellare le cose banali, ricordando invece le cose più bizzarre e particolari.
Ricorderesti più facilmente un postino che consegna una lettera oppure una signora anziana che si arrampica a una parete rocciosa a venti metri di altezza (con tutto il rispetto per il postino)?
“Azione” sta per movimento. La storia non dovrà essere affatto statica, altrimenti la nostra mente la percepirà come noiosa e se la dimenticherà in un batter d’occhio. Più movimento ci sarà, meglio ci ricorderemo la storia.
Infine, “vivido” sta a indicare il fatto che la storia dovrà essere facilmente visualizzabile nella nostra mente. In un certo senso dovrà assomigliare a un sogno a occhi aperti, e infatti gli eventi narrati ci dovranno coinvolgere a tal punto da farci pensare che stiano avvenendo per davvero.
Ma conviene sempre utilizzare questo metodo?
Ovviamente no. Conviene utilizzare questo metodo quando i dati da ricordare sono tanti, e caratterizzati magari da nomi complessi. Se invece sono pochi, o comunque sono denominati in modo semplice, utilizzare il Link Method potrebbe risultare svantaggioso, in quanto comporterebbe una maggiore perdita di tempo.
Dovrebbe però essere chiaro che, se intendiamo rendere il più efficiente possibile questa tecnica di memoria dobbiamo sforzarci di utilizzarla spesso, anche quando non è necessario o vantaggioso, in modo da non ritrovarci impreparati quando ci servirà veramente.



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