Intervista di Federico Forbicini (2ALSA) a Riccardo Regarini, studente dell’Istituto Tecnico Agrario “G. Garibaldi” di Cesena
Ho deciso di partecipare a un’esperienza di mobilità internazionale perché non ero mai stato all’estero e ho visto in questa opportunità un’occasione preziosa per viaggiare, scoprire una nuova città e conoscere una cultura diversa, con le sue tradizioni e i suoi costumi.
Fortunatamente non ho incontrato particolari difficoltà nel prendere parte al progetto. L’unico ostacolo iniziale è stato la realizzazione di un video di presentazione in inglese, necessario per dimostrare un livello adeguato di conoscenza della lingua. Nonostante l’impegno richiesto, è stata un’esperienza utile anche per mettermi alla prova sul piano linguistico.
La mia destinazione è stata Malaga, in Spagna. Durante il soggiorno, ho alloggiato in una casa insieme alla proprietaria, sua nipote, tre miei compagni e due ragazze provenienti dalla Polonia e dagli Stati Uniti. Condividevo la stanza con un mio compagno, mentre le ragazze avevano una camera separata.
Per due settimane ho lavorato in una piccola azienda a conduzione familiare. L’attività era gestita da una signora anziana insieme ai suoi due figli. Il mio compito principale consisteva nel travasare piantine in vasetti. In un’occasione ci siamo spostati anche in una serra alla periferia della città, dove ho aiutato a trasportare piante e a piantare dei germogli.

Avevo del tempo libero ogni giorno, poiché lavoravo circa cinque o sei ore. Nella prima settimana ho lavorato nel pomeriggio, quindi al mattino visitavo il centro della città e alla sera uscivo con i miei compagni. Nella seconda settimana, invece, lavoravo la mattina e potevo dedicare il pomeriggio e la sera alla scoperta di Malaga.
L’aspetto che ho apprezzato di più è stato proprio quello di potermi immergere nella vita quotidiana della città, conoscere persone nuove e confrontarmi con una cultura diversa dalla mia, cosa che mi ha permesso di aprire gli occhi su nuove prospettive. L’unica nota negativa è stata all’inizio, quando alcune incomprensioni organizzative hanno causato un breve ritardo nell’inizio delle attività lavorative: ho dovuto attendere due giorni prima di poter iniziare.
Al rientro in Italia non ho avuto alcun problema a riprendere le lezioni scolastiche. Siamo tornati durante la prima settimana dopo le vacanze estive e i professori non avevano ancora iniziato il nuovo programma, quindi non ho dovuto recuperare nulla.
Consiglierei senza dubbio un’esperienza di questo tipo ad altri studenti. È un’occasione di crescita personale, che aiuta a maturare, a diventare più indipendenti e a migliorare le proprie competenze linguistiche. Inoltre, permette di socializzare e di stringere nuove amicizie con persone provenienti da contesti diversi.
Vorrei infine rassicurare chi è interessato a partecipare ma è preoccupato per i costi. In realtà, non ho dovuto sostenere alcuna spesa, poiché il viaggio, l’alloggio e i beni di prima necessità sono stati interamente coperti dai fondi dell’Unione Europea.



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