Sono un ragazzo di diciassette anni con una grande passione per la robotica. Dopo un anno di lavoro intenso, ho progettato e costruito una replica funzionante del celebre robot “R2D2” di Star Wars, Questo progetto mi ha permesso di conquistare il secondo posto alla competizione scientifica nazionale “Scienzafirenze” nel 2024.
Per realizzarlo, ho approfondito studi di elettronica, meccanica e informatica. Con un budget limitato, ho acquistato e riparato una stampante 3D danneggiata, utilizzandola per creare i componenti di R2D2, progettati da zero con software come Onshape e Fusion 360. L’elettronica è gestita da tre schede Arduino (una per la testa, una per il corpo e una per i sensori), programmate in C++, che comunicano tra loro e con lo smartphone tramite un modulo Bluetooth.
R2 è dotato di una serie di funzionalità uniche. Ad esempio, è equipaggiato con un proiettore olografico in grado di proiettare ologrammi, proprio come nel film.
Inoltre è in grado di ruotare la testa di 180° e può muoversi in tutte le direzioni grazie ai motori posizionati nei piedi. A questo proposito, ho da poco riprogettato i piedi di R2, in quanto il vecchio sistema di locomozione presentava diversi problemi. Le piccole ruote e i motori poco potenti causavano frequenti arresti, ad esempio al momento di superare le fughe dei pavimenti.
Per risolvere questi problemi, ho sostituito i vecchi motori con motori completamente in metallo, più potenti e veloci. In particolare, i nuovi motori da 12V raggiungono 375 RPM (rivoluzioni al minuto). Abbinati alle nuove ruote da 60 mm (rispetto a quelle precedenti da 50 mm), R2D2 è in grado di raggiungere una velocità di circa 5 km/h.

Infine per migliorare la sterzata, abbiamo introdotto una ruota posteriore “Omni-wheel” folle (non motrice), che consente di ruotare a 360 gradi grazie ai cilindri rotanti che la compongono.
R2 è anche in grado di lanciare una spada laser dalla testa, proprio come nel film, e dispone di un’interfaccia visiva con LED di stato e un display per monitorare i comandi in esecuzione.
La parte audio è altrettanto sorprendente, con R2 che riproduce i suoi celebri suoni tramite due speaker laterali, ma può anche essere connesso via Bluetooth a un telefono e fungere da potente cassa Bluetooth.
Dal punto di vista di sensori avanzati, R2 è dotato di un sensore PIR per rilevare la presenza di fonti di calore e un sensore a ultrasuoni per evitare ostacoli. Il controllo remoto è reso possibile tramite un’applicazione per smartphone, sviluppata da zero appositamente per gestire tutte le sue funzioni.
Infine, R2 è progettato per garantire una buona autonomia e ricarica: grazie a due batterie nascoste nei piedi, offre una potenza di 120W e può ricaricare fino a due cellulari contemporaneamente tramite un piccolo hub.
Attualmente, sto lavorando all’integrazione di una scheda Raspberry Pi, che gestirà una piccola telecamera per il riconoscimento di persone e oggetti, consentendo anche il controllo gestuale del robot. Inoltre, R2D2 è compatibile con un satellite che ho realizzato per la competizione Cansat (a breve uscirà un articolo a riguardo). La sonda raccoglie campioni d’aria durante la sua discesa, che, una volta inseriti nella testa di R2D2, possono essere analizzati da sensori per il monitoraggio di PM, CO2 e altre sostanze, che non potevano essere integrati direttamente nel piccolo satellite.
Quest’anno R2D2 parteciperà all’evento Maker Faire di Sovramonte.
Durante la fiera, saranno organizzate attività interattive per i visitatori, che potranno comandare il robot e fare giochi divertenti con lui.



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