Nell’ultimo articolo ho descritto i modi in cui si può generare una spinta verso il basso che si contrapponga alla gravità. Alla fine ho deciso di acquistare un motore intubato da 70mm, lo stesso utilizzato da un ingegnere americano per la costruzione di una tuta jetpack ispirata ad “Iron Man”.

All’inizio non avevo pienamente capito la potenza del motore che stava nel palmo della mia mano. Durante uno dei primi test effettuati nel balcone di casa (con una mano avviavo la sequenza di attivazione e con l’altra impugnavo il motore) il propulsore generò una spinta tale che mi sfuggì dalla mano: si sganciarono i cavi di alimentazione e volò nel giardino dei vicini. In quel momento la batteria venne trascinata per un pò e cadde a terra, si era lievemente ammaccata ma non pensavo che fosse un problema grave. Durante la ricarica successiva questa iniziò ad emettere fumo e gonfiarsi. Così la staccai immediatamente dal caricatore e la portai in balcone dove l’annegai in un secchio d’acqua. Il litio (elemento altamente reattivo all’acqua) causò una fiamma rossa e arancione alta più di un metro.

Red Flame Test Of Lithium Compound by Science Photo Library
Il colore della fiamma di Litio

Dopo qualche minuto tutto finì e rimasero le ceneri all’interno della bacinella.

Foto scattata dopo l’incidente

Questi incidenti mi motivarono a sviluppare dei sistemi di sicurezza. Ho disegnato dei case protettivi per le batterie e delle maniglie più grandi per impugnare meglio il motore. Inoltre ho progettato una struttura in plastica con tre bracci e un cuscinetto a sfera centrale per eseguire test sulla durata della batteria, sulla spinta e misurare di quanto il movimento rotatorio dell’elica tendesse a far ruotare l’intero sistema.

Ecco il video dei test eseguiti sul motore

Infatti se un’elica gira ad esempio in senso orario, l’intero veicolo tenderà a girare in senso antiorario. Per questo motivo gli elicotteri hanno nella coda una piccola elica che spinge nel senso opposto rispetto al senso di rotazione dell’elica centrale.

Un drone invece ha 4 eliche che girano 2 in senso orario e 2 in senso antiorario: in questo modo ogni rotazione viene bilanciata da un’altra in senso opposto e il drone non gira su se stesso.

Il drone è facile da controllare grazie ai 4 propulsori regolabili singolarmente; modificando la velocità di 2 motori, il drone si inclina e si muove nella direzione desiderata.

Se vogliamo nascondere tutto il meccanismo dentro una Delorean dobbiamo ridurre gli ingombri, e utilizzare un solo motore invece che 4 è una buona soluzione. Però non voglio rinunciare alla manovrabilità di un drone, quindi ho iniziato a progettare un sistema di tubazioni da posizionare sotto il motore per dividere il flusso d’aria prodotto in 4 flussi più piccoli. 

In questo modo tutta l’aria aspirata dal motore verrà intubata ed espulsa dai 4 tubi sottostanti.

In questo modo una piccola variazione di spinta in uno dei tubi causerà una grande variazione in termini di assetto. Per controllare la spinta dei 4 flussi mi sono ispirato al meccanismo presente nei carburatori delle automobili, che sfrutta una paratia a forma di ellisse detta “farfalla” (quella in grigio) per parzializzare la sezione e variare la velocità e la spinta dell’aria.

Questo secondo quanto segue:

Hukum Kontinuitas - Perumperindo.co.id

Il principio di Bernoulli stabilisce che all’aumento della sezione di un tubo corrisponde una diminuzione della velocità del fluido, e viceversa.

La pressione è definita come forza per unità di superficie (P=F/A). Quando la sezione dei tubi è piccola, l’aria compressa si muove rapidamente ma genera una spinta verso il basso più debole. Al contrario, una sezione maggiore comporta un flusso d’aria più lento ma una spinta più forte. La paratia permette di variare la sezione e di bilanciare la Delorean in volo modificando la spinta dell’aria nei tubi.

Nel prossimo articolo parlerò dell’elettronica della Delorean.

Per ulteriori info sul progetto seguite la mia pagina Instagram:

https://www.instagram.com/marckcreator/?igshid=OGQ5ZDc2ODk2ZA%3D%3Di

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